Migrazione: fenomeno storico di tutti i tempi e oggi grave problema sociale.

Negli ultimi anni si è assistito ad un forte aumento del fenomeno dell'immigrazione clandestina, riconducibile per lo più al differente grado di benessere tra Stati poveri o in via di sviluppo e Stati sviluppati. Ma l’immigrazione è solo un aspetto della migrazione, contrapposto all’emigrazione. Proponiamo qui di seguito alcuni interventi di ricerca e approfondimento volti a determinare, sia pure in forma ridotta e sintetica, un quadro di questa complessa problematica.

a cura di M.D.A.

1. Concetto di migrazione, sue caratteristiche e cause.

Per migrazione, nell’accezione più generica del termine, s’intende lo spostamento da una zona all'altra di un singolo uomo o gruppo di persone. Ma, a differenza del temine mobilità, ha insito in sé il valore di fenomeno sociale che spinge un individuo singolo o un gruppo a spostarsi dal proprio luogo originario verso un altro luogo, e si configura come una particolare forma di comportamento spaziale dell’uomo.(1) Infatti, da sempre, gli uomini per sopravvivere devono essere disponibili alla mobilità. (2) Questo termine, però, viene riferito a tutti i tipi di movimento dell’uomo sul territorio, anche a quelli di breve spostamento nello spazio, giornaliero o temporaneo, come, per esempio, compiere il tragitto per recarsi a scuola, al lavoro, a fare gli acquisti al mercato o nei negozi. Queste forme di mobilità attinenti alla circolazione, termine con cui spesso sono indicate, non implicano un cambio del posto dove abitualmente si risiede. Diverso invece è lo spostamento di lungo periodo, collegato ad una decisione di abbandonare (temporaneamente o permanentemente) il proprio luogo d’origine e trasferirsi e risiedere altrove. Questa seconda forma di comportamento spaziale prende il nome di migrazione. Tale fenomeno può essere, ad esempio, legato a cause ambientali, economiche e sociali, personali, spesso tra loro intrecciate. (3) Ciascuna migrazione consta di due momenti: la partenza da un luogo, definita emigrazione, e l’arrivo in un altro luogo, denominato col termine d’immigrazione.

In genere l’emigrazione è comunque un evento in qualche modo traumatico, perché la separazione dalla terra d'origine è sempre sentita come una frattura nella vita personale. Molti migranti, dopo essersi trasferiti, riescono ad adattarsi al nuovo posto, ad integrarsi nel nuovo territorio, oppure si spostano ulteriormente, ma altri, dopo la loro partenza, sono incapaci di stabilirsi nel luogo dove sono emigrati e, o per propria volontà o per necessità, ritornano a casa.

È difficile isolare una causa principale che porta alla decisione di spostarsi; generalmente, essa è la risultante di più circostanze, che è difficile individuare una ad una. In effetti, quando vengono a mancare le condizioni necessarie alla realizzazione di sopportabili condizioni di vita, l’uomo è spinto a trovare un luogo diverso da quello di origine in cerca di miglior fortuna. Le motivazioni possono essere le più diverse: economiche, politiche, guerre in atto, persecuzione ecc.(4)

Cause economiche.

Si migra dunque da un ambito geografico ad un altro per svariati motivi. Probabilmente il principale è economico e finanziario: consiste nella convinzione di poter migliorare le proprie condizioni di vita e di soddisfare meglio i propri bisogni materiali guadagnando di più. Non dimentichiamoci che la prospettiva di una vita migliore, con le grandi migrazioni storiche dei secoli passati, portò milioni e milioni di persone dalla propria patria al Nuovo Mondo e alle nuove terre dell'emisfero meridionale.(5)

Cause politiche e belliche

E’ facile immaginare come anche i fattori politici hanno determinato e tuttora determinano fenomeni migratori in grandi proporzioni, dal lontano passato fino agli anni più vicini a noi. Tali spostamenti sono contrassegnati da esodi, espulsioni, fughe e via dicendo, talvolta affrontando la ventura in mare aperto verso un destino incerto pur di sfuggire ad un regime oppressivo, alle persecuzioni di un dittatore o di capi di fazioni politiche avverse, alla guerra in atto. (6) Talvolta le cause politiche possono determinare il rientro in patria, perché mutano le situazioni del governo locali, migliorano le condizioni generali ed economiche, e si spera in un rinnovamento delle condizioni sociali. (7) Anche i conflitti armati internazionali o le guerre civili generano correnti migratorie (8), sebbene in taluni casi la fine delle ostilità può ad essere seguita da un rientro della maggioranza dei migranti, che cercano, col ritorno nella propria terra, una via d’uscita alla vita in squallidi campi profughi dove soffrono la fame e hanno gravi problemi sanitari, come per esempio accade attualmente per le guerre nel continente africano.

Fattori ambientali e tecnologici

Le crisi dell’ambiente in cui ci si trova portano a migrazioni su larga scala. Un prolungato periodo di piogge (9), o di siccità, raccolti bassi, ecc. determinano carestie e spingono molti agricoltori e abitanti di villaggi agricoli ad abbandonare le terre divenute improduttive e migrare altrove. Calamità più gravi che provocano vittime come inondazioni, tempeste, terremoti distruttivi (10), eruzioni vulcaniche ecc. sono state spesso cause di migrazioni di grandi proporzioni in diverse aree del mondo e in diversi periodi della storia. Oggi l’emigrazione è resa più semplice dalla tecnologia che rende il trasporto e la sistemazione più facili che in passato. Se molti migranti si spostano ancora con mezzi semplici, perfino difficoltosi, a piedi, su barche e barconi, ecc, milioni di altri hanno visto ridursi gli ostacoli alla migrazione con il ricorso a moderni mezzi di trasporto, ad una sistemazione iniziale più sicura, e ad una abitazione più confortevole (continua).

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­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ Note:

(1) “Con il termine interazione spaziale, si indica il movimento dei popoli, idee e prodotti (beni acquistati e venduti) all’interno delle aree geografiche e fra di esse… La convinzione che l’interazione spaziale rifletta le differenze areali spinse il geografo Edward Ullman a indagare sulle condizioni essenziali che influenzano tali interazioni e a proporre un modello esplicativoSebbene il modello di Ullman faccia riferimento ai flussi di beni, esso trova applicazione anche nei trasferimenti di informazione e nei modelli di spostamento degli esseri umani” (G Galbiati: Concetti chiave di Geografia:Riassunto del testo "Geografia umana"di J. Fellman - A. Getis);

(2) “Gli esseri umani non sono merci, e non rispondono in maniera prevedibile ai dettami impersonali dell’interazione spaziale. Tuttavia, per sopravvivere, gli individui devono essere disponibili alla mobilità. Questo termine viene applicato a tutti i tipi di movimento dell’uomo sul territorio.” (G Galbiati, cit.)

(3)”Una teoria della migrazionedi Everett S. Lee (University of Pennsylvania.) influenza ancora oggi gli studi sui flussi migratori. Lo schema concettuale di Everett S. Lee è abbastanza semplice e utilizzato per individuare i diversi fattori che incidono nella scelta di una persona di emigrare. Esso prevede quattro gruppi: luogo d’origine, luogo di destinazione, eventuali ostacoli, fattori personali, rispetto ai quali valutare gli aspetti positivi o negativi. (Demografia, vol. 3, No. 1. (1966), pp 47-57 La demografia è attualmente pubblicato dalla Population Association of America).cfr. Greiner Alyson-G. Dematteis: C. Lanza: Geografia umana. Un approccio visuale, Utet, pag.99.

(4) Un nuovo orientamento dell'analisi delle correnti migratorie, affermatosi negli ultimi anni, è il cosiddetto approccio sistemico, che tiene conto delle profonde trasformazioni in atto nel mondo, che investono l'ambiente naturale, l'economia, i rapporti sociali a livello sia individuale che nazionale. In questa fase già in atto, e destinata probabilmente a protrarsi nel tempo, è inevitabile che anche il fenomeno migratorio subisca una progressiva trasformazione, non da ultimo a seguito della sempre più profonda frattura economico-demografica tra i paesi economicamente avanzati e quelli sottosviluppati. Queste nuove linee di ricerca…. mirano a studiare i flussi migratori in relazione agli altri flussi di capitali e di merci” (Nora Federici: Movimenti migratori in Enciclopedia delle scienze sociali, 1996 (Treccani).

(5) “Il forte accrescimento demografico che ha caratterizzato le popolazioni europee nella seconda metà del XVIII secolo e nel XIX secolo ha dato luogo a imponenti flussi migratori che dai vari paesi d'Europa si sono diretti verso il Nuovo Mondo attratti dalla disponibilità di immense ricchezze nei nuovi territori ancora pressoché completamente spopolati…L'enorme portata di questo fenomeno si può apprezzare tenendo presente che, nel corso di un secolo, le correnti migratorie europee hanno popolato interi continenti. Le due Americhe, l'Australia, la Nuova Zelanda e, in misura minore, alcuni territori dell'Africa” (Nora Federici: Movimenti migratori cit.).

(6) “L'emigrazione di più di 50000 asiatici residenti in Uganda nel 1972, molti dei quali verso il Regno Unito, derivò dall'improvvisa espulsione, decretata dal dittatore del paese, Idi Amin. Lo spostamento di 125000 cubani, attraverso il ponte navale «Mariel» nel 1980, è stata la manifestazione più recente di un'emigrazione che è sempre presente da quando il regime comunista ha preso il controllo di Cuba nel 1959. Dalla fine degli anni '70 molte migliaia di cambogiani sono fuggiti dal regime oppressivo di Phnom Penh verso la vicina Thailandia. Nello stesso periodo, migliaia di cittadini del Vietnam abbandonavano la loro patria trasformandosi in «boat people» che affrontavano il mare verso un destino incerto” Dati rilevati dal sito di didattica dell’Itsos Albe Steiner di Milano.

(7) Nel 1990, quando venne smantellato il sistema dell'apartheid e le organizzazioni dell'opposizione che erano fuorilegge in passato ritornarono ad essere legali, i sudafricani esiliati cominciarono a tornare nel loro paese perché erano migliorate le condizioni politiche.” Dati rilevati dal sito cit.

(8) “Negli anni '80, l'intensificarsi dei disordini civili in America Centrale (specie in Nicaragua e a El Salvador) generò flussi di emigranti diretti soprattutto negli Stati Uniti. La guerra in Afghanistan spinse ad andarsene, si stima, 3 milioni di persone, la maggior parte delle quali, nel 1992, era ancora insediata nei vicini Pakistan e Iran. Ancora, un conflitto armato di dimensioni civili e internazionali nel Corno d'Africa ha prodotto milioni di migranti dalla Somalia al Sudan.” Dati rilevati dal sito cit.

(9) “Un prolungato periodo di piogge ha avuto nella migrazione di molti cittadini irlandesi negli Stati Uniti un ruolo fondamentale. Esso contribuì a produrre raccolti di patate estremamente bassi, determinando una carestia e molti agricoltori furono costretti ad emigrare in America a partire dal 1847.” Dati rilevati dal sito cit.

(10) “Un grave terremoto come quello che ha colpito San Francisco nel 1989, che ha ucciso molte persone e che ha scosso il Candlestick Park pieno zeppo poco prima dell'inizio di una partita di baseball delle World Series, è stato sempre seguito da un breve esodo di migranti che temevano che il peggio dovesse ancora arrivare” Dati rilevati dal sito cit.