Internet e Comunicazione Mediata dal Computer - a cura di Gianfranco Fiore

Internet e Comunicazione Mediata dal Computer

a cura di Gianfranco Fiore - Webmaster


L'introduzione di nuove tecnologie per la comunicazione in ambienti lavorativi, specialmente a partire dalla fine degli anni '70, ha stimolato parecchi studi e molte analisi il cui scopo era ed è quello di di porre l'attenzione sull'impatto della comunicazione mediata dal computer (CMC).

Il contesto comunicativo, relativo ad un confronto fra due o più soggetti, mediato da una “macchina”, può sicuramente alterare la percezione di sè stessi e degli altri introducendo effetti che, non sempre possono facilitare la relazione fra gli individui.


Le caratteristiche della comunicazione tradizionale  

Gli aspetti che maggiormente caratterizzano la comunicazione tradizionale sono i seguenti :

• limitata compatibilità tra i media : tutti i sistemi di comunicazione tradizionale usano uno specifico linguaggio tecnico, scarsamente compatibile con gli altri, ovverosia necessitano di sistemi di traduzione per poter condividere gli stessi dati ( immagini visibili al cinema non possono essere trasmesse in tv, prima di averle riversate su un nastro).

 • scarsa interattività : l'utente ha un raggio d'azione limitato per poter influenzare i contenuti ricevuti. il lettore di un giornale può scegliere gli articoli da leggere, ma entro un numero limitato di possibilità date a priori. L'origine di qusta scarsa interattività è da ricercare nella storia della comunicazione di massa, i cui mezzi sono nati allo scopo di informare, superando le barriere spazio-temporali imposte dalla comunicazione faccia a faccia (cinema come mezzo di informazione e propaganda).

 • monomedialità : i media sin dalla loro origine e poi per lungo tempo, hanno comunicato utilizzando un codice predominante, ad esempio la radio solo il canale sonoro, mentre libri e giornali hanno veicolato informazioni attraverso la scrittura e così via. La nascita di cinema e televisione ha fatto muovere i primi passi verso la multimedialità utilizzando più codici contemporaneamente.


Le caratteristiche della comunicazione mediata dal computer

1. interrompibile : ognuno dei soggetti coinvolti nella comunicazione deve poter interropere l'altro o gli altri quando vuole.

2. degradazione dolce : non deve avvenire una netta interruzione della comunicazione, deve esserci la possibilità di riprenderla o di cambiarla con altri argomenti.

3. visione avanti-limitata : gli attori coinvolti devono avere una obiettivo da perseguire e devono essere consapevoli dei passi da muovere per raggiungere tale scopo.

4. tempo reale : è importante avere un tempo di risposta adeguato per simulare lo scambio tra due esseri umani.

5. banca dati infinita : si deve dare l'impressione che il medium non abbia limiti alla sua possibilità di interazione.

 Tutte queste caratteristiche sono volte a riprodurre il più possibile una comunicazione naturale. La CMC assume anche un particolare significato sociale, perchè la Rete viene vista come un medium a parte rispetto a quelli tradizionali. Mentre in passato il mezzo era visto semplicemente come un conduttore di messaggi, ora viene scelto non solo in base a alla capacità di trasmettere un certo tipo di messaggio ma anche per il suo significato simbolico.

Altra questione riguarda i fruitori della comunicazione mediata dal computer. C'è, infatti, chi sostiene che negli ambienti della comunicazione elettronica le persone diventino più aperte e libere di esprimersi ed anche più impulsive ed irresponsabili. Questo scaturisce dal fatto che, a differenza della comunicazione face-to-face le regole sociali sarebbero deboli e talvolta assenti del tutto, ciò porta gli attori del processo comunicativo a sentirsi maggiormente liberi e disinibiti con scarsi timori di essere giudicati. Le persone, cioè, si sentono protette dal relativo anonimato e dalla percezione della CMC come effimera e “filtrata” dalla macchina stessa.

 Secondo gli studiosi Sproull e Kiesler, la comunicazione elettronica isola del tutto le persone dal contesto sociale. La situazione però sembra essere meno drastica rispetto a quella descritta dai due psicologi, infatti nel momento in cui il contesto rende importante l'identità di un individuo come membro di un gruppo, egli si adatta alle norme socialmente roconosciute, comportandosi di conseguenza.

 


L'ipertesto

 Una delle maggiori novità introdotta dall'utilizzo di Internet per diffondere informazioni è stata quella dell'utilizzo dell'ipertesto. Esso è un genere di testo diversamente organizzato rispetto ad un documento classico che, come ben sappiamo, risulta essere lineare da leggere dall'inizio alla fine. Quindi sfruttando la possibilità di realizzare riferimenti incrociati (link), all'interno di un ipertesto, si ha la possibilità di spostarsi con facilità e rapidità da un sezione all'altra dello stesso.

Il termine Hypertext (italianizzato in ipertesto) fu coniato da Ted Nelson nel 1965, ma allora la sua era solo un'idea che è stata poi effettivamente realizzata con prime sperimentazioni negli anni '80.

Questo tipo di testo strutturato consente di aumentare l'interazione fra le informazioni e i fruitori delle stesse. Difatti gli utenti possono scegliere come spostarsi all'interno delle notizie proposte in tale formato scegliendo su quali parti di esse focalizzare la propria attenzione, senza seguire necessariamente un filo logico-sequenziale imposto da chi redige il testo.

Ciò comporta oltre che ad un elevato grado di interattività, anche una maggiore distrazione da parte di chi legge in quanto facilmente ci si può disorientare all'interno di un ipertesto, infatti la presenza dei collegamenti ipertestuali consente di estendere il documento proposto all'infinito ( i link possono rimandare a parti interne dello stesso, o a scritti diversi).

Per ovviare a tale problema vi sono alcuni supporti forniti dal realizzatore dell'ipertesto ( mappe ipertestuali indicizzate e links all'inizio - home page -) o dagli internet browser (ad esempio la cronologia che memorizza le pagine visitate negli ultimi giorni).

Un altro problema è rappresentato dal fatto che un utilizzo di un testo siffatto crea un sovraccarico cognitivo per l'utente. Infatti per leggere un documento di questo tipo risulta necessario un impegno maggiore rispetto a quello richiesto da uno scritto comune. E ciò dipende più che altro da una mancanza di esercizio, dovuta all'utilizzo dei media tradizionali che hanno abituato le menti a seguire un percorso di lettura ben delimitato e prevedibile.

Inoltre può risultare di estrema facilità per il fruitore smarrire l'obiettivo iniziale della lettura, ci si può perdere in una serie di divagazioni che fanno dimenticare lo scopo principale della navigazione all'interno del documento in esame.

 Tali aspetti negativi possono in ogni caso essere sfruttati, sopratutto per quanto riguarda l'apprendimento, per cercare di “allenare”, sopratutto le giovani menti, ad acquisire capacità di sintesi e di focalizzazione sugli elementi di vero interesse. Inoltre la possibilità di integrare un ipertesto con immagini, video e suoni rendendolo quindi un testo ipermediale, facilita la possibilità di impartire didatticamente delle nozioni, arricchendole con esempi pratici.


Tipologie di comunicazione tramite internet

Si illustra di seguito, prima di analizzare le tipologie di comunicazione via internet, la differenza fra comunicazione sincrona ed asincrona.

La comunicazione sincrona, come ad esempio la videochiamata o videoconferenza, implica la presenza contemporanea dell'emittente e del destinatario del messaggio. Sopratutto per motivi di tipo tecnico questo tipo di comunicazione non si è diffusa molto. Una delle ragioni risiede nella necessità di possedere apparecchi molto sofisticati e quindi costosi al fine di ottenere una buona qualità del processo comunicativo.

La comunicazione asincrona, come ad esempio la posta elettronica, da la possibilità di scegliere il momento in cui partecipare all'interazione, dato che non è necessaria la contemporanea presenza in rete delle persone coinvolte. Il mittente invia un messaggio che il destinatario leggerà nel momento più opportuno. La comunicazione asincrona ha ottenuto un grande successo, proprio perchè consente di superare le barriere spazio temporali a costi piuttosto accessibili.

 


Alla categoria della CMC sincrona appartengono :

• Internet Relay Chat : chat è un termine inglese che significa “chiacchierare”. In internet consiste un uno spazio virtuale composto da stanze o canali (le stanze sono realizzate in base ad un particolare argomento di discussiono, o a seconda della tipologia di utenti che ivi dialogano). Al loro ingresso agli utenti può essere chiesto di scegliere uno pseudonimo (nickname in inglese), dopo di che si può iniziare la conversazione con gli altri membri. Il testo digitato su tastiera compare sugli schermi di tutti i partecipanti alla conversazione, oppure si può decidere di coinvolgere nella discussione un singolo utente, in tal caso il dialogo diventa privato e visibile ai soli due fruitori della chat. Le chat 3D sono realizzate mediante il rendering di un ambiente virtuale tridimensionale, nel quale i partecipanti sono rappresentati da alter-ego (Avatar) che attraverso il mouse o la tastiera è possibile far muovere ed interagire, sulla scena, con gli emuli degli altri utenti.

 • ICQ : consente di comunicare con utenti particolari, ad esempio con degli amici che vivono all'estero. Una volta installato il programma ed inserita la lista dei propri contatti (le e-mail e i nomi ad esempio delle persone che possiedono lo stesso software), ICQ avverte quando gli altri utenti (presenti nella lista dei propri contatti ) sono collegati. Aquel punto è possibile aprire una finestra a parte ed iniziare una discussione in tempo reale. Ci sono diversi programmi che permettono di effettuare questo tipo di comunicazione come ad esempio MSN Messanger di Microsoft

 • Videoconferenze : CU-SeeMe e NetMeeting sono i software più usati oer effettuare videoconferenze tramite internet, basta disporre di una webcam e di un microfono. Compare una finestra sul monitor in cui viene visualizzata la ripresa della WebCam dell'utente con cui si sta effettuando la conversazione. Oltre alla comunicazione audiovisiva, questi software offrono in parallelo una chat testuale, la possibilità di scambiarsi file (peraltro presente anche in MSN) ed una lavagna elettronica condivisa.

• VoIP (Voice over Internet Protocol) : negli ultimi anni, grazie al diffondersi dell'utilizzo di nuovi dispositivi lungo le linee telefoniche, è possibile telefonare in ogni parte del mondo sfruttando Internet. Ciò riduce notevolmente i costi di una chiamata intercontinentale (in media del 95%) e favorisce quindi privati ed aziende che necessitano di comunicare con Paesi lontani in tempo reale. I gestori telefonici puntano molto su tale tipo di comunicazione fornendo sempre più spesso ai nuovi abbonati la possibilità di telefonare (con un telefono opportunamente collegato ad un dispositivo per la connessione alla Rete) a costi contenuti e con nessuna perdita della qualità audio. Oltre che dal normale telefono di casa è possibile anche dal proprio pc telefonare via internet usando alcuni software come ad esempio Skype (che condensa tutte le caratteristiche dei programmi di cui sopra riguardo l'instant messaging e la videoconferenza) ed Ekiga, con i quali, a fronte dell'acquisto di un credito prepagato, è possibile chiamare sui telefoni fissi in quasi tutto il mondo.


Per quanto riguarda la CMC asincrona, ci sono principalmente tre forme di comunicazione:

 • Posta elettronica : la prima forma di CMC ad essere stata invetata e la più diffusa. Praticamente ogni utente della rete possiede un indirizzo di posta elettronica, composto da un nome identificativo e dal nome del computer che ospita la casella di posta, separati dal simbolo “@”. Si tratta di uno strumento che permette ad ogni utente di inviare un messaggio ad un qualsiasi destinatario, che potrà leggerlo nel momento in cui accederà alla propria casella di posta elettronica. Imessaggi inviati non sono esclusivamente di tipo testuale, è possibile allegare o includere direttamente nel corpo della mail immagini, suoni o filmati.

• Mailing list : consistono nello scambio di informazioni tra un gruppo predefinito di persone che, solitamente condividono uno stesso interesse. Una volta iscritte alla lista, le persone possono entrare in contatto reciprocamente, in modo tale che ogni messaggio spedito sia ricevuto da tutte le altre.

 • Newsgroup : sono delle bacheche elettroniche dedicate ad uno specifico argomento. I membri possono accedere e leggere o rispondere ai messaggi pubblicati. A differenza delle Mailing list, i Newsgroup danno la possibilità di leggere solo i messaggi che interessano, selezionandoli da un elenco.

• Blog : è una sorta di diario on-line dove vengono pubblicati , previa registrazione presso un apposito network, scritti, immagini, video e quant'altro si decida di voler condividere con un pubblico che può essere costituito da “amici” (cioè altri fruitori del network appositamente autorizzati), o può essere potenzialmente formato da tutti gli avventori di internet che riescono a raggiungere il blog, in quanto i contenuti ivi presenti sono disponibili senza restrizioni all'accesso.

 A cavallo fra la comunicazione asincrona e quella sincrona si collocano i social network. Sono dei siti web che consentono agli utenti di iscriversi e di avere un proprio spazio nel quale, come per un blog, condividere testi ed altro, inoltre consentono di stringere amicizie virtuali con altri utenti, e di interagire con essi con delle chat o anche commentando i contenuti condivisi.

 


Il linguaggio della Comunicazione Mediata dal Computer  Nella CMC la relazione tra emittente e destinatario si svolge in un contesto normativo sociale molto diverso dalla comunicazione faccia a faccia. Non c’è il continuo feedback che consente agli attori coinvolti di effettuare continui adattamenti e correzioni reciproche, al fine di raggiungere lo scopo della comunicazione stessa. Mancano tutti gli elementi della comunicazione non verbale: le pause, il tono di voce, la mimica facciale e i gesti del corpo. Quindi che si tratti di un’e-mail, di una chat o di un newsgroup, certamente la scrittura assume un ruolo preponderante nella comunicazione tramite computer.

Naturalmente, per chi deve spedire un messaggio, scrivere comporta un costo maggiore in termini di tempo, che non alzare il telefono o parlare faccia a faccia con il proprio interlocutore. Cercando di aggirare questo problema solitamente gli utenti inviano messaggi condensati, ma questo accorgimento può avere un costo in termini di qualità della comunicazione. Infatti non solo si perdono parti dell’informazione da trasmettere, ma anche tutti quegli aspetti connotativi dei messaggi, che fanno capire molto su chi scrive e sulle sue intenzioni.

Nella comunicazione sincrona, l’Internet Relay Chat ad esempio, questa caratteristica è ancora più esasperata. Il testo deve essere digitato molto velocemente per rispondere con prontezza all’interlocutore e questo ha spinto la comunità delle chat a creare una sorta di nuovo linguaggio.

Le abbreviazioni sono utilizzate tantissimo, come «cmq» e «dgt», che corrispondono rispettivamente a comunque e digitare, le lettere maiuscole sono praticamente inutilizzate. Un altro espediente è l’uso di acronimi, un esempio inglese molto comune è «a/s/l», contrazione di age, sex, location, utilizzata quando si chiede una breve presentazione ad un nuovo interlocutore.

Per quanto riguarda gli aspetti non verbali, potendo contare solo sulla forma scritta, è stato creato un modo per riprodurre le espressioni mimiche facciali e di conseguenza gli stati d’animo, con un insieme di simboli topografici: le emoticons o smiley, molto comuni sono « :-) sorriso, :-o stupore, etc.».

E’ sempre più frequente trovare segni di “contaminazione” dello stile comunicativo della chat negli altri sistemi di comunicazione mediata, così che quello che era il linguaggio esclusivo della comunità delle IRC, sta diventando il linguaggio globale della rete.


Critiche e variabili della comunicazione tramite computer

Questo tipo di comunicazione è stato oggetto principalmente di due critiche, tra loro collegate: la prima relativa alla sua presunta impersonalità, la seconda relativa al fatto che un rapporto mediato dal computer risulterebbe poco gratificante.

Riguardo alla prima critica sono stati fatti studi dallo psicologo J. Short (1979), che ha osservato l’impatto dei diversi media su quella che definisce "social presence", ossia la sensazione di calore e personalità di una comunicazione. Secondo Short i media che eliminano i codici non verbali della comunicazione e non sono interattivi abbasserebbero la social presence. Short con i suoi studi ha potuto effettivamente dimostrare come tutte le comunicazioni mediate perdano personalità se confrontate con la comunicazione faccia a faccia. Ha anche rilevato, però, come sia possibile bilanciare, o per lo meno attenuare, questa debolezza con l’elaborazione di un linguaggio specifico che in Internet può essere, per esempio, quello delle emoticone, che sono visi riprodotti con caratteri ASCII che servono ad esprimere un sentimento.

La seconda critica ha anch’essa origine dal fatto che la conversazione mediata da computer renderebbe più difficile esprimere i sentimenti positivi dei partecipanti, solitamente manifestati con la comunicazione non verbale: questo avrebbe, secondo i critici, un impatto negativo sui risultati della conversazione.

Diversi studi hanno però portato a ritenere che i new media, e Internet in particolare, siano in grado di realizzare un livello di social presence e gratificazione elevato. Leuthesser e Kholi (1995), nelle loro ricerche, identificano nella "interaction richness" (misurata come il peso della componente di relazione faccia a faccia nella comunicazione totale) una variabile fondamentale nella creazione di un rapporto ottimale.

Grazie alle nuove tecnologie, però, le variabili da considerare per giudicare la ricchezza di un tipo di comunicazione non sono più solo la prossimità e la certezza di riferimento, ma anche la pluralità delle fonti e degli accessi alla comunicazione. Nello studio della qualità dei media si è sempre considerata la pluralità delle fonti come necessaria per la completezza e oggettività delle informazioni. Al riguardo assume importanza, come suggerito da Markus (1987), il concetto di "massa critica": il vantaggio di un utente a partecipare ad una rete di comunicazione di qualsiasi tipo cresce, infatti, più che proporzionalmente al crescere del numero dei partecipanti. In tal senso il potenziale di Internet è evidentemente superiore a quello di qualsiasi altro mezzo di comunicazione attualmente esistente.

Un’ulteriore variabile nella valutazione della ricchezza della comunicazione è introdotta da Morris e Hogan (1996), che propongono di rivedere il concetto di massa critica in termini relativi, cioè adattandolo alle singole situazioni di comunicazione. L’ipotesi che sostengono è che quel che rileva ai fini della ricchezza della comunicazione non è la massa critica di tutta la rete, ma quella dell’ambiente di comunicazione specifico all’interno del quale si svolge l’interazione. A questi contributi vanno poi aggiunti recenti studi (Parks, 1995) che hanno dimostrato che, più che la qualità della relazione in sé, è il tempo necessario allo sviluppo di un solido rapporto ad influire sulla qualità di una relazione mediata dal computer. Nel lungo periodo quindi il livello di social presence e la sensazione di certezza dei riferimenti che risultano da una comunicazione in rete non dovrebbero essere influenzati dalla mediazione del computer.

Concludendo, le due critiche presentate in apertura (impersonalità e scarsa gratificazione della computer mediated communication), dovrebbero considerarsi superate: la ricchezza comunicativa che deriva dal vantaggio da massa critica, vantaggio reso possibile dall’interattività di rete, dovrebbe essere già argomento sufficiente a rigettarle.

 

Ing. Gianfranco Fiore - Webmaster

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