L'opinione dello Psicologo:sfruttare le debolezze delle donne per un egoistico desiderio maschilista

Gli uomini e le donne possono svolgere le stesse attività e professioni
indipendentemente dalle connotazioni sessuali e di genere.
di Gennaro Iasevoli

Quando sono in ballo particolari esigenze maschilistiche, tra cui anche quelle di prevalere in politica, ritornano le minuziose descrizioni delle funzioni sociali della donna e delle sue esigenze corporee, con dovizia di particolari che vanno a scrutare gusti, abitudini ed obiettivi vitali, sempre allo scopo di cercare di dimostrare una sua inadeguatezza rispetto a funzioni professionali che da sempre sono desiderate dagli uomini. Un modo gentile e artificioso per dire che alla donna può far male comandare mentre all’uomo fa sempre bene: allo scopo di allontanarla dal proprio cammino ambizioso ed affermarsi senza l’ostacolo della sua presenza competitiva. Certamente un tale ragionamento crea sconcerto non solo nelle donne ma anche nella maggior parte degli uomini.

Indipendentemente da ogni colorazione politica, leggere sui giornali e sentire alla tv un vecchio ritornello teoretico sulle presunte incapacità delle donne mamme di amministrare i comuni, crea una stonatura culturale e scientifica che fa soffrire molti ascoltatori, che si sentono riportati indietro in un mondo grigio ed oscurantista, che per il passato ha schiacciato con varie scuse le donne, sfruttandone soprattutto il rendimento lavorativo, nelle mansioni più umili, alle dipendenze dell’uomo. Alla base dello sfruttamento delle donne vi è sempre stata una artificiosa e strumentale descrizione di presunte debolezze delle donne, verosimilmente per egoistiche finalità economiche maschiliste. Intanto, fino a qualche mese fa’, in seguito all’impresa spaziale femminile, sembrava che con varie osservazioni e con vari esperimenti si fosse giunti alla conclusione che gli uomini e le donne potessero svolgere le stesse attività e professioni indipendentemente dalle connotazioni sessuali o di genere. Purtroppo si scopre che permangono molti pregiudizi da parte di chi si ferma ad osservare persone di genere femminile ancora tenute lontano dalla competizione globale e multidisciplinare e quindi non ancora abbastanza allenate. Vi porto un esempio che vi fa molto riflettere: ricordate le nostre nonne con le scarpe alte, strette e con le suole lisce e poco aderenti, magari con le gonne lunghe a tubicino ?, esse con tale abbigliamento potevano camminare solo lentamente per non cadere e molto spesso per inseguire i nipotini discoli erano costrette a correre a piedi nudi ! – Ma oggi donne, sia giovani che mature, indossando pantaloni elasticizzati e scarpe basse, con battistrada di gomma, ben allacciate, corrono agevolmente come gli uomini, senza timore di rimanere indietro!. Poi ci sarebbe da fare un lungo discorso sugli aspetti ergonomici penalizzanti le donne collegati a tutti gli strumenti creati ed ambientati dall’uomo con gusti maschili. In tale contesto le preferenze delle donne in molti casi si sono adattate e stratificate negli anni sotto la pressione maschile. Oggi nel rispetto di una obiettiva parità, se pure vogliamo lasciare libero sfogo al giudizio sulle differenze di gusto tra uomini e donne, non possiamo negare l’effettiva parità nel rendimento lavorativo, professionale e scientifico. La differenza nei gusti, nelle preferenze, nelle scelte, non comportano automaticamente differenze nella produttività! Se non ci credete andate a chiederlo ai camionisti che talvolta hanno perduto le gare di guida con le colleghe donne alla guida dei bisonti della strada ! Non siete convinti ?, può darsi che vi siete creati un modello di donna a vostro gusto e oggi indugiate a guardare oltre !