DIMAGRIRE: IL PARERE DELLO PSICOLOGO

Alcune Signore, tra l’altro molto gentili e simpatiche, mi hanno chiesto se vi fosse qualche suggerimento per perdere, se possibile, un po’ di peso e poter indossare anche abiti di taglia inferiore! 

Eccovi accontentate con qualche semplice accorgimento psicologico. 

Per far dimagrire, ogni Specialista ha la sua ricetta e giustamente ha le sue ragioni mediche.Ma da un poco di tempo in qua anche gli Psicologi sono chiamati a dare consigli cosiddetti “orientativi” ed “aggiuntivi” per cercare di risolvere il problema della bulimia. 

Nella Campania e principalmente nei paesi più coinvolti  dalle emergenze sociali e tra le fasce della popolazione più in difficoltà economiche, si sta diffondendo – anche se le statistiche non sono ancora calcolate alla perfezione - la “bulimia”, purtroppo a causa di abitudini psicologiche e comportamentali alquanto scorrette.  

Non bisogna parlare mentre si mangia, né mangiare  addirittura “compulsivamente”, cioè “spingendo” rapidamente con ambo le mani il cibo nella bocca, mentre la mente rimane “puntata” sulle cose urgenti da fare o da continuare a fare fino a sera. Anche il bere i liquidi ed i succhi di frutta, direttamente vicino alle bottiglie, ingrassa molto di più, perché fa perdere il controllo della quantità bevuta, che quindi diventa generalmente maggiore di quella assaggiabile col bicchiere. 

Questi comportamenti alimentari, chiamati iperattivi e “compulsivi” (perché veloci, accelerati, accompagnati emotivamente da veloci movimenti delle mani), producono una maggiore introiezione di cibo “incontrollata” nello stomaco e quindi una maggiore dose anche di composti alimentari grassi, oleosi e zuccherati. 

Perché, mangiando velocemente e compulsivamente, mi chiederete, si introducono nello stomaco più grammi di grassi e zuccheri? 

Ecco una semplice spiegazione psicologica: i grassi, gli zuccheri sono sostanze molto gradite psicologicamente da tutti gli esseri umani fin dalla piccola età, perché appagano il gusto, ed oggi si è capito anche che nel cervello umano vi sono dei “ricettori” che fisiologicamente “spingono”, senza alcun freno e limitazione, le persone alla ricerca di queste sostanze grasse, oleose e dolcificate; allora è necessario, darsi un senso di educazione psicologica per non arrivare al danno psicosomatico causato dai brutti depositi (riserve di grasso) come se si fosse sempre in attesa di uno smaltimento fisiologico “in caso di una improbabile carestia o di un impossibile digiuno”. Quando mangiate, rilassatevi psicologicamente, non pensate ai problemi che vi creano gli altri, sorseggiate un po’ e pensate a voi stesse o più ancora immaginate di mangiare davanti ad uno specchio e vedrete ridurre subito l’avidità di cibo.  

Di fronte a questa tendenza psicologica originaria degli esseri umani a ricercare fin da piccoli i grassi e gli zuccheri, oggi, per non ammalarsi, si ricorre anche all’ascolto della psicologia, che consiglia di dare più importanza ai sapori delle sostanze che si mangiano e quindi di imparare a mangiare molto, molto lentamente, assaporando lentamente grassi e zuccheri, così la mente sentirà un maggiore appagamento dal cibo “proibito” e così si riuscirà a mangiare anche di meno, specialmente di pomeriggio e di sera.

 Con un poco di impegno psicologico si otterranno subito risultati molto utili e graditi. 

Dr. Gennaro.Iasevoli